L’ISPETTOR LUIGI TANTRICO
E LO SQUITTIO MISTERIOSO

<< Vi assicuro che la commessa era alta circa così e larga da qui a lì, e non mi faccia sbracciare troppo che mi esce la camicia dai pantaloni … >> << Non lo metto in dubbio, ma non siamo qui per parlare della commessa, ma per definire … lei sa cosa …>> << In effetti stavo guardando delle appliques …>> << Ma non stava guardando la commessa? mi scusi …>> << Ispettore, non posso farci niente se tra il mio sguardo e le appliques si infilò a sorpresa la commessa>>

LA LEGGENDA DEL PIANISTA
(E BASTA)

Tutte le parole che finiscono per “ista” l’avevano sempre terrorizzato. Dentista, soprattutto quella sì, ma anche brigatista, terrorista, apripista, ipnotista, alpinista, qualunquista, ma anche linotipista, batterista e mioddio … pianista. Velocista sarebbe stato bello assai … magari.

MA NOI SIAMO
UOMINI E DONNE

Ma noi siamo uomini e donne. Carne, sangue, lacrime e risate, batticuore, paure, fame e sete, allegria, rughe e ricordi. Nient’altro che queste meravigliose essenze. Siamo energia pulsante, spaesati incanti venuti chissà da dove e chissà perché. Unici, angeli senz’ali in un mondo a misura nostra. La perfezione ci sorprende e ci circonda ogni momento.

STRINGIMI,
MA DI TANGO STRUGGIMI.
STORIA D'AMORE E GEL.

<< Se non mi costellate, me ne vado! >> Disse la signora in rosso dal gesto snob ed il capello mosso. << Ti costelliamo, ti costelliamo, va là, mettiti in fila e prendi il numero … >> rispose una voce dalla caverna. << Centoventitrè? Omioddio! A che numero siete arrivati?>> << Cinque!>> Continuò la voce dal buio. << Allora aspetto fuori, che qui, senza sentire, mi sento mancare …>> << Come vuole, la chiameremo, se ci aggrada, anche se è firmata Prada>>

OUI,
JE SUIS L'AMOUR BURLESQUE

Solo per quella sera, la ballerina arrivò con un contorno di lazzi, servitori, paggi, menestrelli e coriandoli, preceduta dai fantasmi di una banda deceduta, che a teatro si tolse maschere e camuffi. Le bende della banda furono abbandonate creando sbandamento ai bandoleri stanchi. Le note del piano tenere e stanche uscivano dal fumoso locale e si disperdevano tristi tra tetti rossi, campi e fossi.

LA ZANZARA DI ZENZERO
DI ZANZIBAR

Prendere un pezzo di carta e iniziare a scrivere a ruota libera, come se ci fossero altre ruote prigioniere e, se mai lo fossero, sarebbe almeno cortese chiedere perché. Perché prigioniere, in base a quale condanna, e per chissà quale reato. Una ruota prigioniera! Con la sola colpa di ruotare, magari, o di fermarsi a piacimento.